I vini di Sicilia

Il vino

I VINI DI SICILIA

Un'isola-continente con l'Etna a mille metri, il sale di Marsala, il sole di Pantelleria. La hostess ne tiene una cantina a bordo e li abbina isola per isola.

Nero d'Avola
Nero d'Avola — il rosso principe dell'isola, da Avola (Siracusa) a tutta la Sicilia: frutto scuro, calore, morbidezza. Il primo in purezza fu il Duca Enrico di Duca di Salaparuta, 1984. Con il tonno alla griglia e la pasta alla Norma
Etna Rosso
Etna Rosso e Bianco DOC — la prima DOC siciliana (1968): Nerello Mascalese sulla sabbia nera fino a mille metri, Carricante per il bianco «Superiore» di Milo. Vigne ad alberello centenarie tra le colate. Benanti, Barone di Villagrande, Terre Nere, Passopisciaro. Il bianco con i crudi, il rosso con gli agnelli delle Madonie
Cerasuolo di Vittoria
Cerasuolo di Vittoria DOCG — l'unica DOCG dell'isola (2005): Nero d'Avola e Frappato insieme, colore ciliegia, profumo di rosa. COS, Valle dell'Acate, Arianna Occhipinti. Fresco, da pesce azzurro e da aperitivo in rada
Grillo
Grillo — il bianco di Marsala e Trapani, figlio di Catarratto e Zibibbo: sapido, agrumato, salmastro. Era la base del Marsala, oggi è il bianco delle Egadi. Con il cous cous di pesce e le busiate
Catarratto
Catarratto, Inzolia, Perricone — i vitigni antichi del Palermitano e della DOC Monreale: il bianco più coltivato dell'isola, l'aromatico dell'Agrigentino, il rosso raro e speziato. Rapitalà, Feudo Disisa, Feudo Montoni. La sera a Villa Igiea, con lo sfincione e le panelle
Regaleali
Contea di Sclafani · Regaleali — la tenuta dei conti Tasca d'Almerita dal 1830, nel cuore dell'isola a 900 metri: il Rosso del Conte (1970) è stato il primo cru siciliano. Da qui anche il Syrah, che in Sicilia ha trovato una seconda patria (Planeta, Cusumano). Con l'agnello e i formaggi delle Madonie
Planeta
Planeta Chardonnay — 1994, Menfi: il bianco che ha portato la Sicilia moderna nel mondo, dalla famiglia che coltiva l'isola dal 1985 in cinque tenute. Con l'aragosta di Marettimo
Malvasia delle Lipari
Malvasia delle Lipari DOC — 1973, Salina: uve appassite al sole, albicocca e miele. Rifondata da Carlo Hauner negli anni '60; oggi Caravaglio, Capofaro di Tasca. Al tramonto a Pollara, con i capperi e le paste di mandorla
Marsala
Marsala DOC — nato nel 1773 con l'inglese Woodhouse, reso grande da Ingham e dai Florio (1833), prima DOC italiana tra i liquorosi (1969). Il Vergine invecchia almeno cinque anni. Florio, Pellegrino, Marco De Bartoli (Vecchio Samperi), Donnafugata. Con il pecorino, il cannolo, la cassata
Passito di Pantelleria
Passito di Pantelleria DOC — Zibibbo appassito sui graticci, viti ad alberello patrimonio UNESCO. Ben Ryé di Donnafugata, Bukkuram di De Bartoli. Lo Zibibbo secco (Lighea, Pietranera) è l'aperitivo aromatico delle rade. Con i dolci di mandorla e il gelo di mellone
Faro DOC
Faro DOC e Moscato di Noto — il rosso dello Stretto, risorto con Palari negli anni '90, dalle colline di Messina; e il moscato dolce del Val di Noto (1974), Planeta e Marabino. Scilla e Cariddi nel bicchiere; il Noto con la granita

Guida ai vini di Sicilia, uno per uno

Diciassette vini che a bordo apriamo davvero, con la loro storia, la denominazione e i produttori che li hanno resi grandi.

Nero d'Avola

Il rosso principe dell'isola, nato ad Avola e oggi coltivato ovunque. È la base della DOC Sicilia. Duca di Salaparuta lo portò in alto nel 1984 col Duca Enrico, il primo Nero d'Avola in purezza pensato per invecchiare. In tavola regge la carne e la caponata.

Etna Rosso e Etna Bianco DOC

La prima DOC siciliana, 1968. Il rosso è Nerello Mascalese con un saldo di Nerello Cappuccio, il bianco è Carricante, e il Superiore si fa solo a Milo. Vigne ad alberello su suolo lavico fino a mille metri: sono vini nervosi, minerali, che sembrano di montagna più che di Sicilia.

Cerasuolo di Vittoria DOCG

L'unica DOCG dell'isola, dal 2005. Nero d'Avola e Frappato insieme, colore ciliegia, profumo di frutta rossa. Vittoria, nel Ragusano. È il rosso che si beve fresco anche d'estate, e che funziona a bordo meglio di qualsiasi altro.

Grillo

Bianco di Marsala e del Trapanese, nato a fine Ottocento dall'incrocio tra Catarratto e Zibibbo. Per un secolo è servito a fare il Marsala, oggi si vinifica secco ed è il bianco più versatile con il pesce crudo.

Catarratto

Il vitigno bianco più coltivato in Sicilia, colonna dell'Alcamo DOC. A lungo considerato da quantità, oggi riscoperto da chi lo lavora bene: agrumato, salino, perfetto con le panelle.

Inzolia

Bianco antico dell'Agrigentino e del Trapanese, con una nota di mandorla che lo rende riconoscibile. Era una delle anime del Marsala. Sta bene con il cous cous di pesce.

Frappato

Rosso del Ragusano, leggero e profumato di fragola. In purezza è il vino più beverino dell'isola, e freddo di cantina accompagna anche il pesce.

Perricone

Rosso raro della Sicilia occidentale, tannico e speziato, quasi scomparso e oggi recuperato da poche aziende. Se lo trovate in carta, provatelo: è un pezzo di storia agricola.

Marsala DOC

Nato nel 1773 dall'intuizione dell'inglese John Woodhouse, che aggiunse alcol al vino locale per farlo arrivare integro in Inghilterra. Prima DOC italiana fra i liquorosi. Le tipologie vanno dal Fine al Vergine Riserva: il Vergine secco è un'altra cosa rispetto al Marsala da cucina.

Malvasia delle Lipari DOC

Il vino delle Eolie, soprattutto di Salina. Albicocca, miele, fichi secchi. Era quasi estinto quando Carlo Hauner lo riportò in vita negli anni Sessanta. Si beve al tramonto, guardando Stromboli.

Passito di Pantelleria DOC

Zibibbo appassito al sole su viti ad alberello, una pratica agricola dichiarata patrimonio UNESCO nel 2014. Ben Ryé di Donnafugata e Bukkuram di De Bartoli sono le due etichette che hanno reso famosa l'isola.

Zibibbo secco

Stesso vitigno del Passito, ma vinificato secco: aromatico, agrumato, sorprendente. Pietranera, Lighea e Gibelè sono i nomi da cercare.

Syrah di Sicilia

Arrivato negli anni Ottanta e adattatosi come se fosse di casa. A Menfi e a Regaleali dà rossi caldi e speziati che non hanno niente da invidiare al Rodano.

Contea di Sclafani DOC e Regaleali

Nel cuore dell'isola, fra i quattrocento e i novecento metri. La tenuta Regaleali è dei Tasca dal 1830 e il Rosso del Conte, prima annata 1970, è considerato il primo cru siciliano.

Planeta Chardonnay

L'azienda nasce nel 1985 a Sambuca di Sicilia. Il Chardonnay, prima annata 1994, è il bianco che ha fatto capire al mondo che la Sicilia poteva giocare in serie A.

Faro DOC

Le colline di Messina sullo Stretto, dal 1976. Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nocera. Era praticamente sparito: l'ha rilanciato Salvatore Geraci con Palari negli anni Novanta.

Moscato di Noto DOC

Dal 1974, nel Val di Noto. Moscato bianco nelle versioni naturale, spumante, passito e liquoroso: la tradizione dolce del sud-est.

Domande frequenti

Che vino si beve alle Eolie?

La Malvasia delle Lipari, soprattutto quella di Salina: dolce, di albicocca e miele. Carlo Hauner la salvò dall'estinzione negli anni Sessanta.

Qual è l'unica DOCG della Sicilia?

Il Cerasuolo di Vittoria, DOC dal 1973 e DOCG dal 2005: Nero d'Avola e Frappato insieme, nella zona di Vittoria.

Il Marsala è solo un vino da cucina?

No. Il Marsala Vergine secco, invecchiato anni in botte, è un vino da meditazione. Quello da cucina è la versione più economica.

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